Le nuove sanzioni USA hanno colpito la Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery, che Reuters ha indicato come un impianto da 400.000 barili al giorno e che Washington accusa di aver acquistato petrolio greggio iraniano per miliardi di dollari. Reuters ha descritto in modo esplicito la mossa come la più grande azione statunitense contro un’azienda cinese in questo settore da quando la stretta sul petrolio iraniano è stata rilanciata nel 2019.
È questo che rende la vicenda un’escalation, non un normale giro di sanzioni. In passato gli sforzi degli Stati Uniti si concentravano spesso su intermediari minori, navi o soggetti commerciali opachi. Colpendo una grande raffineria, Washington sta segnalando di essere pronta ad aumentare il costo per le aziende più vicine al cuore del sistema di lavorazione del petrolio cinese, se ritenute utili a sostenere le esportazioni iraniane. Questa è un’interpretazione basata sul confronto di Reuters con le precedenti pratiche
