Il prezzo del petrolio Brent ha superato i 110 dollari al barile nelle ultime settimane di aprile 2026, toccando i livelli più alti da tre anni. Dietro la fiammata c’è il collo di bottiglia geopolitico tristemente noto: lo Stretto di Hormuz è bloccato dal 1° marzo, quando l’Iran ha risposto all’operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele chiudendo il corridoio da cui transita il 20% del petrolio mondiale e oltre il 30% del gas naturale liquefatto. L’OPEC+ ha annunciato aumenti di produzione ma i barili promessi non arrivano. E ora si apre anche una crepa nel cartello: gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato che lasceranno l’organizzazione a partire dal 1° maggio 2026
