Sì, la Russia ha annunciato lo sviluppo di un vaccino terapeutico personalizzato basato sulla tecnologia mRNA, confermando l’intenzione di offrirlo gratuitamente ai propri cittadini attraverso il sistema di assicurazione sanitaria nazionale a partire dal 2026.Ecco i dettagli principali su questa iniziativa:Caratteristiche del vaccinoNome e Tecnologia: Il preparato principale è noto come Enteromix. Utilizza la tecnologia mRNA (simile ad alcuni vaccini anti-COVID) per istruire il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali specifiche del paziente.Terapeutico, non preventivo: A differenza dei vaccini tradizionali, questo non previene l’insorgenza della malattia ma viene somministrato a chi ha già una diagnosi per curarla e prevenire metastasi.Personalizzazione: Grazie all’intelligenza artificiale, i ricercatori del Centro Gamaleya sostengono di poter analizzare le mutazioni genetiche del tumore di un singolo paziente e creare una dose su misura in brevissimo tempo.Stato della sperimentazioneRisultati preliminari: Le autorità russe, tra cui la responsabile della FMBA Veronika

Skvortsova, hanno dichiarato che i test preclinici e le prime fasi cliniche hanno mostrato una riduzione della crescita tumorale tra il 60% e l’80%.Tumori trattati: I primi test si sono concentrati sul melanoma e sul tumore del colon-retto. Versioni per il glioblastoma (tumore al cervello) e altri tipi di cancro sono in fase di sviluppo.Collaborazioni internazionali: La Serbia è stato uno dei primi paesi a collaborare per la sperimentazione clinica del vaccino su pazienti europei.Distribuzione e costiGratuità: Il Ministero della Salute russo ha pianificato l’inserimento di queste terapie nel programma di assistenza medica gratuita per i pazienti russi entro il 2026.Costi di produzione: Sebbene gratuito per l’utente finale, il costo stimato per lo Stato è di circa 300.000 rubli (circa 2.850-3.000 dollari) per paziente.Nota di cautela: Nonostante l’entusiasmo ufficiale, parte della comunità scientifica internazionale invita alla prudenza. Molti dei dati citati non sono ancora stati pubblicati in riviste sottoposte a revisione paritaria (peer-review), un passaggio fondamentale per confermare l’efficacia e la sicurezza su larga scala.
